Eliminazione e dismissione multiproprietà: Membership Certificate Royal Oasis Club Benal Beach

marzo 26, 2013

RELAZIONE SULLO STATO DEL MERCATO DELLA MULTIPROPRIETA’

Clicca qui per visualizzare il certificato

La multiproprietà ha vissuto una notevole notorietà  e appetibilità negli anni compresi fra gli anni 80 e 90.
Si è trattato di un prodotto che veniva venduto con facilità ad una clientela di fascia medio alta ed era appetibile per i seguenti motivi:

  1. Rappresentava un investimento immobiliare.
  2. Rispondeva alle esigenze delle famiglie composte, allora, di 4/5/6 persone.
  3. Rappresentata una alternativa all’acquisto della seconda casa.
  4. La tipologia di clienti era composta prevalentemente dal ceto medio, professionisti o imprenditori con un buon potere di acquisto.
  5. Chi acquistava una multiproprietà intravedeva una moderna opportunità  di fare vacanza in modo vario, flessibile e di ottima qualità perché i residence erano costituiti da complessi turistici di notevoli dimensioni gestiti con la formula “Villaggio Turistico”
  6. I servizi erano di tipo alberghiero, venivano affidati a società di gestione “legate” alle società di vendita, che garantivano, a prezzi calmierati, i servizi di ricevimento, pulizia degli appartamenti, cambio della biancheria, animazione, impianti sportivi, ecc.
  7. Oltre alla buona qualità dei servizi, veniva   garantito un sistema di “Scambi” mediante il quale il Multiproprietario poteva “depositare” le proprie settimane e scegliere una alternativa in oltre 2.000 Villaggi di primissima qualità in ogni parte del mondo.

Cosa è avvenuto dalla metà degli anni 90?

  1. Sono fallite quasi tutte le società Italiane che vendevano Multiproprietà (Olivieri, Porto Laconia, Bagaglino – ValturCasa non è fallita solo per non compromettere il buon nome, ma ha dismesso nel corso degli anni tutte le multiproprietà).
  2. Gli investimenti -anche notevoli- dei malcapitati acquirenti andarono perduti  per cui il prodotto subì un primo durissimo colpo.
  3. Un successivo – ed irreversibile- declino fu dovuto a nuove società che intravvidero la possibilità di vendere multiproprietà estere, situate nelle isole Canarie, Baleari, Santo Domingo, Mar Rosso, kenia ecc. a prezzi che, essendo vendibili per 52 settimane l’anno consentivano profitti notevolissimi.
  4. I guai per i malcapitati clienti emergevano quando constavano che il solo prezzo del volo per raggiungere la destinazione era superiore a quello di “pacchetti” offerti dai Tour Operator, in hotel 4/5 stelle, con formula Hall Inclusive compreso volo, trasferimenti, assistenza, assicurazioni ecc.
  5. Quanto alle gestioni, per la maggior parte sono condotte da aziende il cui obiettivo è trarre profitto dalla conduzione; di conseguenza i costi sono lievitati con l’aumentare del costo della vita.
  6. Infine, è cambiato il modi di fare vacanza. I multiproprietari sono invecchiati e non le usano più, le famiglie di 4-5 persone sono scomparse, i figli viaggiano su internet dove trovano prezzi stracciati in alberghi con prezzi che spesso sono pari alle spese di condominio, viaggiano con voli low cost, acquistano pacchetti super scontati e delle multiproprietà dei genitori non sanno che farsene.

Tale è la situazione che la Multiproprietà ha perso smalto, la maggior parte di chi la possiede vorrebbe disfarsene per non dover più pagare le spese di condominio ma non trovano acquirenti perché il mercato è piatto e nessuno è disposto a comperarle.
Le società che detengono pacchetti consistenti di settimane non riescono ad affittarle, sono costrette a pagare ingenti spese di condominio non trovando acquirenti neppure offrendo le multiproprietà a prezzi di puro costo di gestione.

Come se non bastasse arriva …..

IMPOSTA SUGLI IMMOBILI SITUATI ALL’ESTERO

I titolari di una multiproprietà sia con rogito e sia con certificato d’uso sono tenuti a pagare ogni anno all’Agenzia delle Entrate italiana l’imposta identificata con il codice tributo 4041 (clicca qui per vedere l’allegato in PDF).
In caso di mancato pagamento il multiproprietario può incombere in un accertamento da parte dell’agenzia con le relative sanzioni accessorie.

E se  ….

Non paghi le spese di gestione

Alcuni multiproprietari, titolari di multiproprietà all’estero, sono convinti che per liberarsi del peso della multiproprietà basta non pagare le spese di gestione (ordinare e straordinarie) e in tal modo si viene cancellati per sempre.
Oppure ritengono che dal momento che le società di gestione si trovano all’estero non saranno mai colpiti da azioni di recupero del credito.
Anche su questo l’esperienza dell’associazione italiana multiproprietri può dare un utile contributo.
Infatti abbiamo riscontrato, che nonostante la distanza geografica, alcune società si sono rivolte a studi legali italiani o ad associazioni di servizi come la nosra per il recupero di quanto giustamente preteso. Oggi accanto all’esperienza si è inserita la Legge.
Al riguardo vi segnaliamo che alcune società di gestione stanno già utilizzando il: DECRETO INGIUNTIVO EUROPEO.
Questa prcedura consente alla società di gestione creditrice estera una via molto più rapida ed economica per citare di fronte al giudice il multiproprietario moroso.
Questo comporta che il multiproprietario debitore che riceve un decreto ingiuntivo europeo per il pagamento delle spese di gestione deve rivolgersi ad un avvocato con ulteriore aggravio di spese.
Per comprendere meglio la dinamica di questa procedura abbiamo inserito una sintesi di quanto prevede la Legge al riguardo e nel contempo potrete rivolgervi al nostro numero verde per qualsiasi ulteriore informazione.

CLICCA QUI per leggere la sintesi del decreto

COME FARE PER ELIMINARE LA PROPRIA MULTIPROPRIETA’?

FAI COME LORO CLICCA QUI…. SCRIVICI O CHIAMCI AL NUMERO VERDE 800 77 63 00

 

Posted on marzo 26, 2013 at 14:28

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